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Intervista a Nevio Grubessich, autore di Area Margara 51

8 ottobre 2014

Sabato 13 settembre si è svolta la ‘presentazione’ di un libro che dovrebbe stare a cuore a tutti i golfisti che amano Margara.

Abbiamo intervistato Nevio Grubessich, socio di Margara, appassionato golfista e – come lui stesso si definisce – scrittore per caso.

Nevio è l’autore di questo libro, il cui titolo è AREA MARGARA 51 – anche i Marziani giocano a golf.

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Nevio con la moglie Nicoletta.

 

GMG: Buongiorno Nevio, pronto per l’intervista?

NEVIO:  Buongiorno a te, Gian Marco. Sono prontissimo. Ma prima di rispondere alle tue domande voglio ringraziare tutte le persone che hanno acquistato il libro.

Moltissime di loro hanno avuto parole di affetto e di stima nei miei confronti; ricordo in particolare Celestina Sanscritto, che si è persino commossa (che tenerezza!), Roberta Viale, Adolfo Courrier (Paperoga), Dante Orsi e Carlo Clari, che hanno colto in pieno il messaggio di amicizia e goliardia descritto nel libro. Con questa intervista colgo anche l’occasione per scusarmi degli eventuali errori presenti, come ho scritto più volte sono uno “scrittore per caso”, (ciò nonostante ho ricevuto i complimenti anche da Claretta Pozzi, preside e professoressa d’Italiano).

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GMG: Molto bene. Partiamo con l’intervista: come è nata l’idea di scrivere Area Margara 51?

NEVIO: Erano alcuni anni che annotavo pensieri e aneddoti riguardanti il nostro circolo, senza però arrivare a un punto ben preciso; poi, a novembre dello scorso anno, mi venne l’idea di scrivere un “vero e proprio libro”, utilizzando i Marziani come chiave di lettura. La passione per il golf e l’amore spasmodico che provo per Margara mi hanno dato il coraggio per affrontare questa difficile avventura.

 

GMGPuoi spiegare (a chi non ha letto il libro) chi sono i Marziani?

NEVIO: I Marziani rappresentano i nostri sogni e noi stessi, ma talvolta possono comparire come Marziani veri e propri. La loro presenza serve ad unire i vari capitoli, sta poi al lettore, con la sua sensibilità, comprendere il loro significato. La parte più difficile è stata proprio questa: lasciare a chi legge la libertà d’interpretazione, soprattutto nella frase che conclude il libro.

 

GMGPensi che possa essere interessante anche per un golfista che non è socio di Margara?

NEVIO: Avevo da tempo il desiderio di trasferire su carta i miei pensieri, e il protagonista di questo libro, Margara, mi ha profondamente ispirato. Ma i giocatori, anche quelli di altri circoli, possono trasferire le sensazioni descritte nel libro ovunque trovino una bandiera con una buca. Dunque sì il libro può risultare interessante anche per un golfista “forestiero”, a patto che si lasci trasportare dalle pagine come in una partita di golf.

 

GMGQual è la parte / il capitolo a cui sei più affezionato e perché?

NEVIO: Questa è la domanda più difficile. Anche perché la risposta più semplice sarebbe: “Tutti”.

Voglio comunque risponderti e lo faccio scrivendo, qui di seguito, un nuovo e breve capitolo che intitolerò:

“La presentazione”- sabato 13 settembre 2014.

 Erano mesi che dedicavo a questo scritto e alla preparazione dell’evento tutti i momenti liberi della mia vita. Devo confessare che purtroppo dormo sempre meno (vista l’età), ma nei giorni intorno alla presentazione ricordo di non aver chiuso occhio. Sono un dannato maniaco, sempre alla ricerca della perfezione, e, ovviamente, per il giorno della presentazione avevo organizzato meticolosamente tutto con largo anticipo. Da perfetto neuro-golfista quale sono, il mio pensiero durante le vacanze estive era costantemente rivolto al libro e alla sua “uscita”, nonostante un incredibile viaggio in Giappone, intrapreso in agosto. Il giorno della presentazione ero tesissimo ed estremamente concentrato affinché tutto fosse perfetto (non ho neanche bevuto un goccio di vino!). Quel giorno, avvolto dal calore di tantissime persone (ahimè non tutte), dalla giornata spettacolare e naturalmente dal vento, sono stato ampiamente ripagato della fatica fatta.

Una gioia che si è protratta per diversi giorni e si protrae ancora oggi.

                                                           “Un esperimento” è diventato il capitolo a cui sono più affezionato.

                                                                                           da quel giorno…

 

GMGFai un po’ di pubblicità: perché leggere Area Margara 51?

NEVIO: Ci sono due motivi fondamentali che cerco di spiegare nel libro: il primo è che non c’è bisogno di essere grandi campioni di golf per vivere momenti emozionanti sul campo o fuori, ma forse basta avere un po’ d’immaginazione, di allegria e goliardia.

Il secondo buon motivo, sempre spiegato nel libro, è cercare di rendersi conto che praticare lo sport del golf, in questa vita, è già di per sé una grande fortuna…chissà se nella prossima saremo così fortunati! A tal proposito nel capitolo “La prossima vita” lascio ai lettori la possibilità di inviarmi aneddoti o pensieri riguardo al tema in questione.

Forse riusciremo tutti insieme a scrivere un nuovo libro e a ritrovarci un giorno in Club House a raccontarci i nostri Sogni-Marziani, sorseggiando un aperitivo… o meglio l’Aperitivo!

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GMG: Grazie per tutto, Nevio. E complimenti.

Ora – se non l’avete già fatto – non vi resta che acquistare Area Margara 51 (disponibile presso il Pro Shop del Golf Club Margara), ricordando che i proventi sono destinati al Comune di Fubine, che li utilizzerà per scopi di solidarietà.

Al momento Nevio ha raccolto più di 4.000 euro, un risultato fantastico di cui essere molto fieri. 

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Il Club dei Giovani intervista…Matteo Manassero

17 ottobre 2013

Non starò a dilungarmi sul profilo di Matteo Manassero, quali siano state le sue vittorie e i suoi straordinari risultati. Per tutte queste informazioni potete cliccare qui, oppure qui.

Lo scopo di questa intervista è quello di farvi conoscere un po’ meglio Matteo Manassero attraverso gli occhi (e le domande) di giovanissimi golfisti: alcuni ragazzi del nostro Club dei Giovani.

E così è nata una breve intervista nella quale Matteo è tornato per qualche minuto il giovanissimo golfista che iniziava a mostrare a tutti il suo grande talento, quel giovanissimo golfista che – per esempio – vinceva la prima edizione del Trofeo Glauco Lolli-Ghetti nel maggio del 2008.

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E allora partiamo.

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IL CLUB DEI GIOVANI di Margara INTERVISTA MATTEO MANASSERO

Ciao Matteo, sono Gian Marco Griffi, Direttore Sportivo del Golf Club Margara.
Ho pensato che il modo più bello di intervistarti fosse quello di sottoporti le domande dei ragazzi, per i quali tu sei un idolo e un punto di riferimento.
Pertanto ho raccolto le domande dei ragazzi del nostro Club dei Giovani.
Grazie per aver accettato di risponderci.

Cominciamo?

Cominciamo.

Charlotte, 9 anni, ti chiede:
a cosa pensi per non avere paura quando sei sul tee della buca 1 davanti a tutte le persone che ti guardano ?

MATTEO: C’è sempre un po’ di paura di sbagliare ma la gente lo capisce, se sbagli un colpo essendo lì per vederti giocare bene, sono dispiaciuti quanto te quando non ti riesce. La vivo in maniera tranquilla perché non voglio stupire nessuno, cerco solo di dare il meglio.

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Edoardo John, 9 anni:
ci siamo incontrati 2 anni fa a Dubai alla terza giornata del Desert Classic e siamo stati un po’ insieme anche con Binaghi mentre facevi tantissimi e tantissimi approcci di allenamento poiché non avevi passato il taglio, purtroppo.
Lo stavi facendo perché erano quelli (gli approcci) che ti avevano tradito oppure eri riuscito a dimenticare in pochissimo tempo la delusione e ti stavi allenando con metodo e determinazione su tutte le parti del gioco?
Se sì come ci riesci??
Dove trovi in quei casi, la concentrazione??

MATTEO: Sicuramente stavo approcciando perché non avevo approcciato bene durante il torneo ma non pensavo a quei due giorni passati, pensavo ai tornei futuri. Da pro si giocano 27/28 tornei all’anno e basta poco per fare di una stagione una stagione splendida e per questo trovo concentrazione e serenità nel pensare che avrò sempre un’altra possibilità e quando arriverà dovrò essere pronto a coglierla. Se mi facessi condizionare troppo dai tagli mancati non sarei pronto quando è il momento giusto.

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Martina, 7 anni:

Alla mia età quanto eri di handicap?

MATTEO: L’ho preso proprio alla tua età.. 36.

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Federico, 11 anni:
a che età hai fatto il tuo primo Eagle?

MATTEO: Questa è difficile… forse a 14 anni a Villa Paradiso durante il Campionato Italiano Cadetti quando feci la mia prima hole in one (i par 5 non li prendevo mai in 2).

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Andrea Ottavio, 12 anni:
da grande cosa farai?

MATTEO: Magari diventerò il tuo allenatore chi lo sa !!!! Probabilmente resterò nel mondo del golf, mi piace talmente tanto…

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Francesco, 9 anni:
è possibile avere amicizie tra i professionisti o la concorrenza rovina tutto?

MATTEO: Ci sono molte amicizie. Siamo in tanti e non si può andare d’accordo con tutti ma io ho trovato tanti amici sul tour.

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Rebecca, 9 anni:
come facevi ad allenarti tanto e avere tempo per lo studio e per giocare con i tuoi amici?

MATTEO: Davo la priorità allo studio e cercavo di farlo con i miei amici così univo le due cose poi mi sono sempre allenato 3 volte a settimana in periodo invernale quindi avevo il tempo per svagarmi.
Non esagerate nel praticare se è uno sforzo, la pratica deve sempre essere un piacere che sia 2 0 6 volte a settimana, non c’è una regola che vale per tutti.

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Edward, 13 anni:
hai mai pensato di mollare il Golf quando non riuscivi a migliorare il tuo gioco? Se sì, come hai fatto a superare i momenti difficili?

MATTEO: Non ci ho mai pensato, mi da troppe soddisfazioni per dare importanza ai momenti negativi… Quelli passano.

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Andrea, 9 anni:
Quante volte hai fatto hole in one?

MATTEO: 3

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L’ultima domanda te la faccio io:
chi ha la passione della scrittura prima di addormentarsi fantastica di ricevere il Nobel per la letteratura, chi canta o suona fantastica di fare un concerto alla Royal Albert Hall e chi gioca a calcio fantastica di segnare a San Siro con 80.000 spettatori.
Tu, golfista, che cosa fantasticavi da piccolo prima di addormentarti, e che cosa fantastichi oggi?

MATTEO: Imbucare il putt decisivo per la Ryder Cup, lo fantastico tutt’ora con l’unica differenza che ora ho la consapevolezza che potrebbe anche succedere e questo già mi rende felice e mi fa lavorare una volta in più…

Grazie Matteo, sei stato gentilissimo, ti aspettiamo a Margara!

Giovani Golfisti Rispondono (intervista doppia con Edo Bariggi e Karla Vigliotta)

2 maggio 2013

Edoardo Bariggi è nato nel 1995 ed è 0 (zero) di handicap. E’ a Margara dal 2007.

Karla Camila Vigliotta è nata nel 1999 ed è 3,5 di handicap. E’ a Margara da quest’anno.

Edo con il papà Luca

Edo con il papà Luca

Karla in premiazione con un losco figuro alle spalle

Karla in premiazione con un losco figùro alle spalle

Sono i giocatori juniores più bassi di handicap di Margara e probabilmente rappresentano l’apice golfistico maschile e femminile del nostro Club dei Giovani.

Li ho intervistati per conoscerli un po’ meglio.

Nei prossimi mesi intervisterò tanti altri giovani golfisti di Margara. E non solo: mi piacerebbe intervistare anche i meno giovani, giacché Margara ha tanti soci storici che hanno una miniera di cose da raccontarci.

Bando alle ciance, come si dice, e partiamo con l’intervista:

Quando hai cominciato a giocare a golf?

Edo: a undici anni.

Karla: a cinque anni.

Golfisticamente, i tuoi genitori ti seguono, ti hanno aiutato, incoraggiato?

Edo: Sì, i miei genitori mi seguono molto e mi sono molto vicini.

Karla: Mio padre mi incoraggia tantissimo. Quando è libero dal lavoro mi segue.

Che cosa rappresenta per te lo sport?

Edo: divertimento e crescita.

Karla: serenità.

E il golf? E’ solo un passatempo oppure vorresti che diventasse qualcosa di più?

Edo: mi piacerebbe che diventasse qualcosa di più.

Karla: mi piacerebbe che diventasse qualcosa di più.

Se sei diventato/a così bravo/a a giocare a golf, chi devi ringraziare? Solo un nome.

Edo: dico me stesso e la mia volontà, altrimenti dovrei fare troppi nomi.

Karla: Papà.

Quale è stata la tua soddisfazione più grande su un campo da golf?

Edo: quando ho fatto -5 in gara.

Karla: giocare un giro in 74 colpi a Verona in occasione del Campionato Nazionale Medal.

Quanto tempo dedichi all’allenamento?

Edo: 3 ore e mezza tutti i giorni tranne il lunedì.

Karla: 2 ore e mezza tutti i giorni.

Meglio un birdie alla 8 o un 8 di matematica?

Edo: hanno lo stesso valore.

Karla: 8 di matematica.

Hai un modello a cui ti ispiri per lo swing?

Edo: Rory McIlroy

Karla: nessuno.

Chi è o chi sono stati i tuoi maestri?

Edo: il primo maestro è stato Eugenio Bellomo. Qui a Margara ho iniziato con Pedro Massiglia, ho continuato con Peppone Sità. Inoltre faccio lezioni con Marco Soffietti e Hermann Casse. Da ognuno di loro ho cercato di imparare qualcosa.

Karla: la prima è stata Paola Quartana, seguita da Roberto Zappa. Attualmente il mio maestro è Peppone Sità.

Qual è il tuo campo da golf preferito?

Edo: Margara

Karla: Margara

Risposta esatta. Mi dici la buca che ti piace di più e quella che ti è più ostica? Cominciamo dal Percorso Giallo.

Edo: la buca 9 è quella che mi  piace di più, la più ostica è la 11.

Karla: la buca che preferisco è la 3, la più ostica è la 11.

E sul Percorso Rosso?

Edo: preferita la 11, la più ostica la 17.

Karla: preferita la 2, la più ostica la 8.

Che passioni hai oltre al golf?

Edo: il calcio, ho giocato nelle giovanili dell’Alessandria e sono tifoso milanista.

Karla: l’arte.

Il regalo più bello che potresti ricevere per il tuo compleanno.

Edo: la vittoria in un Campionato Nazionale.

Karla: una sacca della Titleist. (Tonino prendi nota, ndr).

La tua materia preferita a scuola?

Edo: matematica.

Karla: arte.

Che musica ascolti?

Edo: musica rap, e pop.

Karla: musica pop.

Una cosa che ti piace da impazzire del golf.

Edo: giocare i Par 5.

Karla: giocare 18 buche con la mia amica Greta Minetto.

Una cosa che non ti piace del golf.

Edo: il gioco lento.

Karla: giocare col freddo.

Ti senti un modello per gli altri ragazzi del Club dei Giovani di Margara?

Edo: io mi impegno moltissimo nel golf, mi piacerebbe essere un modello in tal senso. Spero che altri seguano la mia passione e il mio impegno.

Karla: Sì.

Il tuo sogno golfistico.

Edo: Giocare il Masters.

Karla: Diventare maestra di golf.

Siete stati bravissimi, grazie per la vostra disponibilità e buon golf a entrambi!